Due operatori economici sono stati sospesi nell’ambito di un’operazione nazionale condotta dall’Autorità per la Sicurezza Alimentare ed Economica (ASAE), riguardante la “sorveglianza di [commercianti] con attività di fabbricazione di prodotti a base di cacao e cioccolato”.
L’azione ha prestato particolare attenzione alla “verifica del rispetto della legislazione applicabile al licenziamento, alla sicurezza alimentare, all’etichettatura e alle pratiche commerciali”, concentrandosi inoltre “sulla fabbricazione e commercializzazione di prodotti a base di cioccolato attraverso i social network, per verificare la conformità delle regole legali richieste”.
In totale, l’ASAE ha controllato 35 operatori economici, di cui due sono stati sospesi per mancanza di autorizzazione e per aver violato gli “obblighi generali dell’entità imprenditoriale”, secondo una nota divulgata questo venerdì.
Sono stati inoltre trovati sei commercianti con infrazioni, per l’inizio di attività senza licenza, per inadempienze nell’implementazione del sistema di Analisi dei Rischi e Controllo dei Punti Critici (HACCP) e per irregolarità relative al controllo metrologico.
Le autorità hanno anche riscontrato “la fabbricazione di cioccolatini in una residenza privata, senza la necessaria licenza industriale” dei cioccolatini prodotti, e di integratori alimentari, che venivano venduti sui social network.
Si ricorda che, a giugno, l’ASAE ha annunciato di aver sorvegliato 55 operatori economici, un’azione culminata con l’istituzione di 11 procedimenti amministrativi.

A quel tempo, l’ente aveva sottolineato che la mancanza di requisiti, l’assenza di processi basati sui principi dell’HACCP, il mancato rispetto delle norme relative alle pratiche leali di informazione, la presenza di estintori o altri dispositivi di SCIE con scadenze di validità o manutenzione trascorse, erano le principali infrazioni registrate.
Le autorità hanno sospeso parzialmente l’attività di un commerciante, al quale sono stati sequestrati 120 chili di generi alimentari e 6.770 unità di confezioni ed etichette per uso improprio della menzione ‘artigianale’, per un valore di circa 2.200 euro.